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“Investiamo per un’attività di pesca sostenibile”.

Sardina

sardina        

Nome scientifico:

Sardina pilchardus (Walbaum, 1792).

Nomi dialettali:

Biancomangiare, Sarducola, Sardella.

en European pilchard.

Zona di cattura preminente:

Pizzo, Bivona.


Specie di pesce azzurro di piccola dimensione dal corpo affusolato e leggermente compresso lateralmente, è munito di squame grandi e caduche, è di colore azzurro verdastro, argenteo sui fianchi e sul ventre; presenta la mascella inferiore leggermente più sporgente di quella superiore. Dimensioni medie sui 15 cm. S. pilchardus è l'unica specie appartenente al genere Sardina nel Mediterraneo. La Sardina come la Cheppia (Alosa fallax nilotica), la Papalina (Sprattus sprattus), l'Alaccia (Sardinella aurita) e l'Alice (Engraulis enchrasicolus) appartengono alla stesso ordine sistematico dei Clupeiformi e vivono tutte in Mediterraneo. I caratteri che permettono la distinzione di queste specie con S. pilchardus sono essenzialmente legati all'assenza di carena ed alla minore lunghezza della mascella inferiore nell'Alice, all'assenza di striature sugli opercoli (lisci) nella Papalina e nell'Alaccia, ed alle dimensioni e al numero di squame, più piccole e circa il doppio nella
 
Cheppia. Il novellame si trova sul mercato con il nome "bianchetto".

Dove vive:

La Sardina è una specie pelagica, che vive in autunno ed inverno a profondità maggiori, mentre è più vicina alla costa nel restante periodo dell'anno. Vive in branchi tra i 25 e i 55m compiendo migrazioni verticali notturne e spostamenti verso la costa per riprodursi. Si trova prevalentemente nel Mediterraneo e nell’Atlantico, dal sud delle isole Canarie fino alla Norvegia, anche lungo la coste occidentali dell’Inghilterra. Un tempo molto abbondante in alto Adriatico. Si ciba di crostacei planktonici, piccoli molluschi e uova di pesce e si riproduce tutto l'anno con un picco invernale, con emissione di circa 60.000 uova per individuo. La Sardina ha sessi separati, infatti la maturità sessuale è raggiunta nel Mediterraneo al termine del secondo anno di vita. La riproduzio-

 
ne avviene in prossimità della costa da autunno a primavera, con un massimo in inverno. Le uova emesse (da 50.000 a 80.000 per anno) sono galleggianti (sferoidali, con una goccia oleosa e diametro di 1.4-1.7 mm). Queste dopo 2-4 giorni schiudono (temperatura di 10-18¼C); le larve trasparenti sono lunghe 3.5 mm.

Come si pesca:

Lampare, reti da posta, strascico e volanti: con le volanti, spesso con il supporto di una fonte luminosa, un tempo con le lampare. In Adriatico era pescata durante i “quattro scuri principali” da maggio a settembre, nelle notte prive di luna. In Veneto era catturata con la rete da imbrocco e attirata con un pesto di polpa di granchi. Un tempo si catturavano esemplari più grandi con la menaida (=sardellara), e nel medio Adriatico, con la tratta (la sciabica).


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